| dc.description.abstract | Filippo IV diede impulso, nella Corte spagnola, a un profondo rinnovamento delle arti al servizio della
Corona; tuttavia, fu il suo successore, Carlo II, che assunse come obiettivo fondamentale del suo regno il
rafforzamento del prestigio della dinastia, moltiplicando il proprio impegno nelle imprese artistiche e
intraprendendo importanti opere di conservazione. Tali interventi si proponevano di estendere agli ambiti
religiosi della Corte la partecipazione al cerimoniale cortigiano, allo scopo di aggiornare la presenza
dell’autorità reale e rafforzare le pratiche di culto che conformavano la pietas austriaca. Nel presente
contributo ci soffermeremo in particolare sulla politica di ristauro materiale e simbolico, sviluppata in
complessi di significato speciale per la dinastica asburgica. Oltre all’ampia ristrutturazione di El Escorial
in seguito all’incendio del 1671 e all’ultima fase della sua decorazione murale, esamineremo i lavori di
restauro, affidati a Dionisio Mantuano, della quadratura del Salón Grande nell’Alcázar madrileno, il
luogo da cui questo tipo di decorazione penetrò e si diffuse nella Corte, essendo tale stile associato al
patronato regio e alla maestà. La maggior parte delle più importanti opere di rinnovamento fu intrapresa
dopo l’arrivo in Spagna di Luca Giordano, autentico protagonista artistico del regno di Carlo II; il
Giordano lavorò nella riparazione dell’interno di San Antonio de los Alemanes e in altre luoghi di
speciale rilevanza simbolica, come la cappella dell’Alcázar e gli affreschi sopra l’altare maggiore della
Real Basílica de Nuestra Señora de Atocha. | es |